DISCIPLINARE SEDIA DI CHIAVARI


GLOSSARIO TECNICO
dei modelli della Sedia di Chiavari

LA SEDIA DI CHIAVARI UN GIOIELLO DELL´ARTIGIANATO ARTISTICO

CAMPANINO
Modello simbolo della sedia di Chiavari, brevettata da Giuseppe Gaetano Descalzi nel 1807, si caratterizza per uno stile misurato con qualche accenno neoclassico, e per una impareggiabile leggerezza e funzionalità accostate a solidità ed essenzialità che le conferiscono un aspetto moderno.
L´originale semplicità della seduta si esprime in un disegno archetipo della struttura, realizzata con essenze legnose in ciliegio, faggio o acero, attraverso una forma sobria ed elegante. Lo schienale è a giorno, con fascia superiore a "crosse", arrotondata agli estremi e traversa mediana sagomata "a farfalla". I montanti, affusolati asimmetricamente, scendono a terra disegnando gambe posteriori leggermente incurvate verso l´esterno e contraddistinti da geometria continua, mai interrotta da flessi o discontinuità. All´accentuata rastremazione verso l´appoggio a terra, corrisponde ad una minore conicità verso l´estremo superiore. Nell´insieme, l´elemento montante posteriore assume la connotazione di un arco teso che trova la sezione maggiore in corrispondenza dell´innesto dei traversi del sedile. Le gambe anteriori, con andamento rettilineo, sono delicatamente tornite con sagomature localizzate nella porzione compresa tra il sedile e l´innesto del piolo laterale superiore, a volte riprese nella parte terminale verso terra.
Montanti posteriori e gambe anteriori, sono uniti da sottili traversini lisci, a forma di fuso teso in cui, il solo piolo anteriore è arricchito da una modanatura assai misurata che approssima, mediante un flesso, la forma affusolata, accentuando mediante un nodo anulare centrale la sua simmetria. Il sedile è realizzato in fibre naturali con tessitura di trama e ordito nelle varianti a canna d´India o fili di salice.

PARIGINA
Modello di grande prestigio ed eleganza, diffuso in varie parti del mondo nei luoghi di maggiore rappresentanza e incontro, presenta caratteri che richiamano lo stile francese del XVII secolo. Sovente interamente rifinito con oro in foglia applicato a mano, mostra una fine decorazione estesa a tutte le sue parti, evidenziando preziose rifiniture e lavorazioni di tornitura.
La spalliera, ritmata dalle quattro colonnine finemente tornite e incorniciate da montanti accuratamente lavorati, è chiusa in alto dal fastigio riccamente decorato della spallina, che riproduce il giglio di Francia, e in basso da una delicata traversa modanata. La pregevole tornitura interessa le gambe e la traversina anteriori, in contrasto con la sottile e affusolata linearità delle gambe posteriori e delle traversine di connessione.

TRE ARCHI
Modello ricercato e raffinato appartenente alla selezione classica della tradizione chiavarese, si caratterizza per il disegno della spalliera ritmato in tre grandi archi al cui interno spiccano, per l´estrema sottigliezza del disegno e la fine tornitura, le due aste centrali. Il raccordo con i montanti laterali, trattati con analoga lavorazione, si compie attraverso pregevoli forme trilobate della spallina superiore e della traversa inferiore. Una ricca ed intensa tornitura è presente anche nelle gambe e nella traversa anteriori in contrasto con l´esilità e la linearità dei traversini e delle gambe posteriori leggermente incurvate.

SPADA
Modello particolarmente ricercato nella decorazione, conosciuto anche con il nome di spadina, caratterizzato dall´ardito disegno dello schienale. La spalliera si compone in una fine trama ritmata da tre aste a forma di triangolo isoscele dal vertice molto appuntito e traforato tale da richiamare l´idea della lama di una piccola spada. La delicatezza della lavorazione e l´esilità delle tre partiture esalta il carattere di preziosità dell´insieme esprimendo una sfida costruttiva ai limiti della resistenza.
Le gambe ed il piolo anteriori sono spesso modanati da torniture in una concessione ridondante al gusto decorativo anche se i modelli più rigorosi propendono per una maggiore linearità in assonanza con gli altri componenti del manufatto.

´900 IMPERO
Modello comparso tra la fine dell´Ottocento e gli inizi del Novecento, che disegna una soluzione sobria e snella, caratterizzato da una gradevole semplicità per l´assenza di modanature e decorazioni. I montanti della spalliera e le gambe posteriori, arcuate verso l´esterno, si presentano lisci e affusolati verso le estremità. Mentre nelle gambe anteriori, a prevalente sezione lineare costante, si avverte una vistosa riduzione in prossimità del piede.
Caratterizza lo schienale una importante spallina sagomata agli estremi e una traversa mediana composta da due listelli lineari e paralleli. Il traversino anteriore ripropone lo stesso disegno, abbandonando la sezione circolare fusiforme della Campanino.

LEGGERISSIMA
Modello di seggiola realizzato nella seconda metà del Novecento, estremamente razionale e lineare, elaborato attraverso un processo di semplificazione della forma e di riduzione del materiale. Realizza un design agile e moderno, pur mantenendo intatta la tecnica costruttiva "chiavarese". I motivi formali sono caratterizzati da una modificazione geometrica delle gambe che presentano una leggera curvatura verso l´esterno. Analoghi al modello Campanino ´900 con una concessione alla modificazione geometrica della gamba anteriore che presenta una leggera curvatura verso l´esterno, spesso limitata alla parte terminale. Il traverso anteriore assume qui una forma a fascia, leggermente sagomata, differenziandosi dagli altri a sezione circolare fusiformi.

Si premette che con il termine "Ebanista" s´intende l´artigiano che impiega legni pregiati, esperto nel rifinire e decorare i mobili con impiallacciature, intarsi ed intagli. In questa accezione deriva da "èbèniste", termine usato in Francia dal XVII secolo per distinguere appunto l´artigiano - artista dal falegname. Di conseguenza l´ "Ebanisteria" è l´arte di lavorare legni pregiati per produrre arredi ed oggetti di valore e spesso di lusso. Tale arte si è sviluppata a Chiavari in quanto la città rappresentava uno dei centri principali per lo smercio del legname grezzo in Liguria. Nella cittadina, rispetto a Genova in cui l´Arte dei Bancalari sin dal XVI secolo proteggeva saldamente la lavorazione del legno con rigide regole corporative, tali da vietare sia l´importazione di arredi di carattere aulico prodotti al di fuori dalle mura cittadine che la divulgazione delle conoscenze degli stili e tecniche lignee genovesi, si diffusero, in contrapposizione a questo protezionismo ed allo stesso tempo monopolio, altre tipologie produttive tra cui: la lavorazione dei remi di faggio e l´attività di ebanisteria degli arredi sacri, per poi culminare nel XIX secolo nella maestria esecutiva della Sedia.

Ribattezzato con questo nome per via di due zii paterni, entrambi campanari della parrocchia di Santa Maria di Bacezza a Chiavari.

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