DISCIPLINARE SEDIA DI CHIAVARI


Art. 4.2 Metodo di produzione
Art. 4.2.1 Struttura della Sedia di Chiavari
La "Sedia di Chiavari" ha una struttura che si potrebbe definire "reticolare a calastrello", in quanto ottenuta dalla fusione di due strutture caratteristiche distinte: quella della "travatura reticolare classica" e quella "a calastrello".
Per "struttura reticolare classica" si intende un´intelaiatura costituita da "aste" che si incontrano in "nodi", in modo tale che se i carichi vengono fatti agire nei nodi, le aste risentono solo degli sforzi assiali. Nella travatura "a calastrello" le aste sono tra loro ortogonali ed incastrate in modo da garantire una elevata rigidità della struttura.
Nella "Sedia di Chiavari" le varie aste trasversali sono congiunte in zone sfalsate della gamba, costruendo così un "nodo" meccanicamente rigido, ma che allo stesso tempo sfrutta l´elasticità del materiale costituente le gambe, consentendo di trasmettere alle varie "aste" di collegamento le sollecitazioni ottimali tali da consentire il dimensionamento di detti elementi in modo da assicurare al meglio l´aspetto estetico (sezioni limitate e snellezza).
La Sedia è costruita da aste che collegano trasversalmente le gambe, in modo da sfruttare le caratteristiche di resistenza del legno e mantenere sezioni delle gambe sottili ed eleganti.
Da ciò deriva l´applicazione del materiale ligneo che per sua natura resiste molto bene a sforzi di "trazione - compressione", un po´ meno alla flessione, e male alla torsione. La caratteristica peculiare della Sedia è poi quella di non utilizzare altro tipo di bloccaggio o di tenuta meccanica (chiodi, viti, ecc...) che non sia l´incastro tra i "nodi" della struttura. Infatti nella Sedia non esistono elementi "estranei", la tenuta dei vari componenti avviene solo sfruttando la forza dovuta ad un "accoppiamento forzato" tra i vari elementi che, anche se vengono uniti tramite "incollaggio", sono in grado già "da soli" di resistere alle sollecitazioni.
In funzione di questo vincolo esecutivo, fondamentali sono le proprietà del materiale ligneo impiegato. Essenziale diventa quindi la stagionatura che deve essere seguita con particolare attenzione. Non è ammesso ricorrere a legni essiccati rapidamente in forni appositi (operazione normale per la fabbricazione dei normali arredi lignei), in tal modo, infatti, la presenza di umidità non ben controllata porterebbe al l´indebolimento dell´accoppiamento forzato, e quindi ad una risposta non più corretta alle sollecitazioni. Si tenga presente che, nella costruzione tradizionale la "femmina" dell´incastro viene bagnata con il collante (molto liquido e a base di colla di pesce) in modo che essa tende a dilatarsi leggermente (in altre parole a "gonfiarsi") facilitando in certa misura l´inserimento del "maschio". All´evaporazione dell´umidità del collante la femmina si restringe bloccando rigidamente il maschio in essa inserito. È quindi chiaro quanto sia importante lo studio del dimensionamento dell´incastro e quanta importanza abbia la sensibilità dell´assemblatore che andrà ad incastrare le aste con le gambe della sedia a colpi di mazzuolo avvertendo quando sia eventualmente necessario intervenire per modificare l´accoppiamento.

Art. 4.2.2 La seduta
Per la realizzazione del sedile si impiegano le materie prime previste dall´art. 4.1.2 del testo.
La tipologia della trama del "tessuto" è dettata dalla tradizione, utilizzando l´incrocio a trama ortogonale. La realizzazione del "trafilato" deve essere particolarmente curata in modo da garantire l´uniformità dimensionale del "filo" vegetale e l´assenza di disuniformità e bave sporgenti dai fili che altererebbero la qualità del prodotto inficiando l´aspetto estetico e provocando fastidiosi problemi di intralcio alla scorrevolezza della seduta stessa.

Art. 4.2.3 L´impagliatura
L´impagliatura della seduta viene costruita con striscioline intrecciate (vedi quanto descritto all´art. 4.1.2), che legano tra loro delle aste collegate alle gambe e sopportano così lo sforzo di trazione provocato dal carico dovuto all´utilizzatore della sedia, che tende a far aprire le gambe della sedia stessa. Si evidenzia la possibilità di ricorrere a materiali diversi da quelli tradizionali con i limiti espressi nell´articolo citato.

Art. 4.2.4 Assemblaggio
Una cura particolare deve essere poi dedicata all´assemblaggio dei pezzi. La modalità tradizionale dell´assemblaggio si attua manualmente con appositi e sapienti colpi di mazzuolo dati da mano esperta e sensibile in grado di "sentire" le eventuali difficoltà di accoppiamento e di intervenire tempestivamente a correggerle onde garantirne la durata nel tempo. Un "gioco" non corretto tra le parti in assemblaggio, che può essere compensato dalla tenuta del collante, a lungo andare, consentirebbe lo scorrimento dei pezzi collegati e quindi l´allentamento dell´accoppiamento, che porterebbe al decadimento delle caratteristiche di tenuta del manufatto.
È consentito l´uso di assemblaggio realizzato tramite apposite macchine automatiche, ma solo dopo aver dimostrato e fornito assicurazione che le caratteristiche estetiche, tecnologiche e di durata sono paragonabili (o migliori) di quelle fornite dal metodo tradizionale.

Art. 4.2.5 La finitura
Nell´ambito di questa fase possono essere eseguite le operazioni di lucidatura, verniciatura, finitura a mano del legno grezzo. Le modalità di finitura possono essere:
finiture naturali eseguite con l´impiego di cere ed oli naturali; finiture a sintesi chimica attuate con vernici poliuretaniche, ad acqua ed acriliche.

Art. 4.3 Caratteristiche del prodotto finito
La "Sedia di Chiavari" si definisce come una sedia particolarmente leggera ed elegante, in legno, con struttura formata da quattro gambe intercollegate, mediante incastri, dai quattro traversi del sedile e dagli ulteriori di struttura. Tutte queste parti sono in vario modo elastiche, onde permettere la distribuzione uniforme delle forze, ed evitare, per quanto possibile, punti di rottura sugli incastri.
L´esempio più eloquente di questa tecnica è il modello capostipite della "Sedia di Chiavari", la Campanino, in cui appare chiaro il ragionato uso degli spessori e delle linee che hanno portato all´obiettivo dichiarato.

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