DISCIPLINARE FILIGRANA DI CAMPO LIGURE


Art. 4.2.2 Fusione
Con l´operazione di fusione si procede ad introdurre gli elementi in un crogiolo, che a sua volta verrà posto in un forno (elettrico o a gas) ad una temperatura che può variare dai 900° C ai 970° C, per portare a scioglimento i metalli che compongono la lega. Raggiunto il punto di fusione la lega sarà versata in staffe o lingottiere di ghisa o di ferro per raffreddare e ritornare allo stato solido prendendo così la forma e la misura scelta detta "verga".

Art. 4.2.3 Trafilatura
È l´ operazione con la quale si passa dalla verga al filo. Con l´ausilio di un laminatoio o filiera si procede alla riduzione del diametro sino alla misura desiderata. Questa è una operazione meccanica che sfrutta le caratteristiche fisiche dei metalli utilizzati, e propriamente la duttilità. Con pressioni sempre più progressive e forzando in passaggio in fori sempre più piccoli otteniamo fili metallici del diametro e della sezione interessata. Ad ogni passaggio del laminatoio a misure di diametro più piccole è indispensabile procedere alla ricottura del metallo portandolo tra i 700° C ed i 750°C, per renderlo più plastico.
In questa fase l´operatore potrà produrre il filo che utilizzerà per realizzare la scafatura o per realizzare la riempitura. Nel caso della scafatura si realizzerà un filo di sezione rettangolare (a fettuccia) dello spessore e della dimensione dell´oggetto che si desidererà produrre.
Nel caso di trafilatura per la realizzazione di un filo per la riempitura si procederà con un filo a sezione tonda con un diametro sottilissimo, che sarà utilizzato nella fase della torcitura.

Art. 4.2.4 Torcitura
È l´operazione che permette di assemblare in una lunga treccia due distinti fili di metallo, e nel sottoporre quanto ottenuto ad uno schiacciamento, realizzando così il "filo granato". Questo filo è composto da due fili attorcigliati e conseguentemente laminati.
Per eseguire tale operazione vengono usate le comuni macchine tessili (filatoi e macchine a ritorto), opportunamente adattate alle esigenze pratiche della lavorazione.
Lo schiacciamento del filo intrecciato, nonché del filo semplice da utilizzare per la scafatura, avviene tramite uno speciale laminatoio, composto da due rulli lisci, privi di scanalature, attraverso i quali viene fatto passare il filo. Dalla schiacciatura del filo intrecciato si ottiene una "piattina spessa" da utilizzarsi per la riempitura. Sulle due facce di questa piattina sono visibili sottilissimi e regolari solchi, paralleli tra loro, mentre ai lati si scorge una zigrinatura detta "grana", causata dall´addensamento di minuscoli grani di metallo, da cui deriva appunto il termine "filo granato".

Art. 4.2.5 Disegno
Si abbozza la forma e la dimensione dell´oggetto che si desidera eseguire. Art. 4.2.6 Progettazione
Si puntualizzano alcuni vincoli operativi assunti dal disegno, stabilendo la struttura della scafatura: eventuali diametri, posizionamento della riempitura.

Art. 4.2.7 Scafatura
È la realizzazione della struttura portante, ossia costituisce la parte perimetrale dell´oggetto, che delimita gli spazi in cui verranno inseriti i pezzetti della riempitura. La grandezza del filo strutturale è decisa dall´artigiano in base alle dimensioni del manufatto che intende realizzare.

Art. 4.2.8 Saldatura della scafatura
È l´azione con la quale la scafatura viene conclusa, ossia vengono unite le parti perimetrali. Quando la parte o le parti dello scafo sono legate tra loro, si procede alla sbiancatura ed all´aggiustamento della forma.

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