DISCIPLINARE ARDESIA DELLA VAL FONTANABUONA


Art. 7 - Elementi che comprovano la tracciabilità del prodotto
Gli elementi che comprovano la tracciabilità del prodotto sono costituiti dall´iscrizione degli artigiani in apposito elenco tenuto ed aggiornato dall´Organismo di controllo di cui all´Art. 8.

Art. 8- Controlli
Il controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è svolto da un organismo pubblico o da un organismo privato conforme alla norma UNI EN 45011.

GLOSSARIO
Termini Tecnici

Abbadino
È un termine largamente impiegato in Liguria col senso generico di "lastra di ardesia da tetto". Peraltro questa voce si è presentata con diverse varianti linguistiche legate alle caratteristiche dialettali del territorio ligure ed all´epoca storica. Alcuni esempi delle differenti varianti linguistiche sono: "abaìn" utilizzata a Realdo, Bugio, Sanremo, Bussana, Balestrino, Chiavari, Pieve di Teco, Albenga, Varazze, Arenano, Finale, Val Graveglia, Chiavari, Moneglia, Monterosso; "abadìn" a La Spezia; "abaino" nel volgare genovese.

Ceppo - "Sèpu"
Con questo termine si può intendere la base del fusto di un albero, un grosso pezzo di legno anche squadrato per vari usi, da cui deriva la definizione per gli ardesiaci di "blocco di ardesia di forma regolare, non guastato da difetti, da cui si può ricavare un numero notevole di grandi lastre".

Cottimo - "Scarsa"
Il termine "cottimo" è utilizzato nella frase "lauâ a scarsa", ossia lavorare a cottimo.

Gronda
Dal termine "grundua" (grunda), ossia "parte sporgente del rivestimento del tetto" oppure "lastra di ardesia per la gronda".

Lastra - "Ciapa"
S´intende la lastra di pietra ed in special modo d´ardesia.

Lavagna
La lavagna è considerata la perfetta "pietra scistosa", ossia la varietà d´ardesia di migliore flessibilità. Dal nome della città da cui si esportavano le ardesie fino a tempi recenti. La voce si è largamente diffusa in Liguria come sinonimo di "ardesia". Peraltro già a partire dal XVI secolo in lingua italiana con questo termine s´intendeva "ardesia ligure, lastra di ardesia". Oggi con questa parola si definisce la "tavola di ardesia per scrittura con gesso".

Mazzuolo - "Masotu"
Mazzuolo, grosso martello con ferro quadrangolare usato con una sola mano, per battere su una sabbia, uno scalpello e similare. A volte viene utilizzato come sinonimo di "batiscopele", ossia l´arnese metallico con cui si batte sugli scalpelli a lama nello spacco delle lastre.

Portatrici - "Camalle"
Il termine deriva da "camalu", "facchino, caricatore, chi porta carichi sulle spalle", "operaio addetto al trasporto manuale in una cava". È stato usato per definire le portatrici ("le camalle") delle lastre di ardesia dalle cave alle spiaggia di Lavagna.

Spacchino - "Sciapìn"
L´operaio che spacca l´ardesia in lastre. Deriva dalla voce "Sciapâ" ossia "spaccare" - "sfaldare l´ardesia in lastre" - "spaccare a metà spessore".

Scalpellino - "Scopelìn"
Scalpellino, artigiano che lavora manualmente il marmo ed in particolare l´ardesia. Utilizza la "scopéla", ossia un largo cuneo di acciaio sottile ed affilato, usato per spaccare l´ardesia in lastre.

Teleferica - "Strafia"
La teleferica sino a gran parte del XX secolo ha rappresentato uno dei principali mezzi di trasporto tra cave e laboratori di ardesia.

Fonte: Marco Cuneo, "Le parole dell´ardesia", De Ferrari Editore, 2001

pag. 1 | pag. 2 | pag. 3 | pag. 4 | pag. 5

 

ADW homepage
Informativa cookie
Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti.
Non fa uso di cookie di profilazione.
Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie.
OK
No, desidero maggiori informazioni