DISCIPLINARE VETRO


Art. 5 Fasi Produttive
Le fasi produttive e la tecnica impiegata devono assicurare che il prodotto finito mantenga inalterate tutte le caratteristiche peculiari delle tipologie merceologiche. Tutte le lavorazioni dovranno essere eseguite nel rispetto dei criteri del presente Disciplinare.

Art. 6 Manualità
La percentuale di manualità nel processo lavorativo deve essere preponderante e non accessoria all´uso di macchinari in tutti i prodotti ed i processi di lavorazione. L´utilizzo dei macchinari è consentito in tutti quei casi in cui normative vigenti non consentono, per motivi di salvaguardia della salute dei lavoratori, gli originari e tradizionali sistemi di produzione.

Art. 7 Prodotto finito
La produzione della lavorazione artigianale del presente disciplinare dovrà essere caratterizzata dalla qualità dell´esecuzione con una particolare attenzione alla valenza estetico-formale, ai materiali, alle tecniche di lavorazione, ai sistemi di assemblaggio, alle finiture ed alle decorazioni. I manufatti possono essere considerati opere di detta lavorazione solo a condizione che tutte le sue fasi siano state eseguite nel rispetto degli articoli del presente regolamento.

Art. 7.1 Prodotti tradizionali
Si ritiene fondamentale l´impiego di materiali e tecniche ed il rispetto fedele di modelli, forme, stili, decori che si adeguino agli schemi della tradizione.

Art. 7.2. Prodotti innovativi
È consentito l´utilizzo di materiali e tecniche diversi da quelli tradizionali ai fini di consentire l´innovazione della lavorazione, in modo da rispondere alle nuove esigenze dovute alla progettazione e ricerca del settore in oggetto.

Art. 8 Riconoscimento
Le imprese che esercitano la lavorazione artigiana artistica, tradizionale, tipica di qualità del settore "Vetro", individuata dalla Commissione Regionale per l´Artigianato (C.R.A.) ai sensi dell´articolo 50 comma 1 della legge n. 3 del 2 gennaio 2003, e descritta nel presente disciplinare, possono richiedere la licenza d´uso del marchio di origine e qualità presentando apposita istanza alla medesima C.R.A.
La C.R.A. avvalendosi di un apposito Organismo di Controllo, verific erà il possesso, da parte dei richiedenti dei requisiti per la concessione della licenza d´uso del marchio ed adotterà il provvedimento conseguente (art. 3 del Regolamento d´uso del marchio di origine e qualità). A seguito del rilascio della licenza d´uso del marchio l´impresa artigiana concessionaria dovrà sottoscrivere per accettazione incondizionata i contenuti normativi e prescrittivi del contratto di licenza e gli allegati: Disciplinare di Produzione e Codice Deontologico (art. 4 del Regolamento d´uso).

APPENDICE TECNICA

GLOSSARIO

Vetro
"Un materiale solido amorfo composto da una miscela omogenea si silice (sabbia), combinata con ossidi di sodio o di potassio, detti fondenti, con silicati di altre basi (calce, barite, allumina, ecc.), detti stabilizzanti e con ossidi metallici vari, detti affinanti, coloranti, opacizzanti. A tali componenti si aggiungono rottami di vetro che facilitano la fusione. La miscela, opportunamente dosata a seconda della qualità del vetro da ottenere, viene finemente polverizzata e resa omogenea e in seguito fusa in forni che possono essere a crogiolo o a bacino. Sottoposto a calore, questo miscuglio diventa malleabile e morbido, e può assumere, attraverso varie tecniche di lavorazione, diverse forme e misure. La fusione del vetro si compie in tre fasi: 1) riscaldamento; 2) fusione vera e propria (1200° - 1400°) e 3) affinaggio (1400° - 1500°) in cui la massa è resa più fluida e omogenea. È in questa fase che con procedimenti diversi, si lavora la miscela, detta fritta, così da farle assumere la forma desiderata. Successivamente, attraverso un lento processo di raffreddamento, detto anche di ricottura, in forni a temperatura, l´oggetto vitreo acquista la consistenza definitiva. Il vetro più antico è il vetro sodico detto anche marittimo. Nell´età medioevale, in Occidente, questo vetro fu sostituito da quello potassico in cui veniva usata, al posto della soda, la potassa, ricavata dall´incenerimento di materiali vegetali (Waldglas). Nel XVII secolo in Inghilterra si realizza il vetro piombino - flint glass - molto resistente, se pure trasparentissimo, adatto all´intaglio. Verso la fine del ´600 la vetreria boema produce il vetro calcico, caratterizzato da grande durezza, trasparenza e leggerezza, adatto alla lavorazione alla mola. Quattro sono i procedimenti standard di lavorazione: 1) a nucleo friabile e a verga, usato già nell´età del bronzo; 2) colatura in stampo aperto o chiuso, usato fino all´epoca tardo - romana; 3) soffiatura, tecnica scoperta nella prima metà del I secolo a. C. in Fenicia o nella regione siro - palestinese e usata fino ai giorni nostri; 4) lavorazione per colata e laminazione, tecnica perfezionata in Francia nel secolo XVII da Louis - Lucas de Nehou, che sostituisce il metodo della Corona, la lavorazione in Lastra."

Vetrata
"Si definisce vetrata un mosaico di pezzi di vetro di vari colori, tenuti insieme da listelli di piombo, inserito in un telaio e poi fissato allo stipite della finestra. Non essendovi tracce di vetri per finestre già in uso in Siria, Egitto, Asia Minore e a Roma, va considerato come primo esemplare di vetrata il ritrovamento, nel 1932, a Lorsch (Darmastadt), di frammenti raffiguranti una testa di Cristo, risalenti all´epoca carolingia. È del XII secolo la produzione di grandi insiemi vitrei. La tecnica della vetrata consisteva nel disegnare una tavola o un cartone bianco con la specificazione dei vari colori e quindi nel tagliare le lastre secondo il disegno. I singoli pezzi di vetro venivano poi dipinti con una tinta monocroma, solitamente nero - blu, a base di ossidi metallici, detta grisaille, che sottolineava i contorni e i dettagli delle figure e degli oggetti.
Sottoposti a cottura per fissare i colori, i vetri venivano uniti e inseriti in un reticolo di righelli di piombo e quindi adattati in armature di ferro o telai di legno, che fissavano il pannello vitreo alla muratura della finestra. Agli inizi del ´300 venne introdotto un nuovo procedimento di colorazione: un sale minerale, il "giallo d´argento", steso sul vetro e sottoposto a cottura, conferiva diverse tonalità di giallo oppure modificava gli altri colori, ad esempio il blu in giallo. Ciò consentiva la riduzione dei listelli di piombo e rendeva possibile la coesistenza, su uno stesso pezzo di vetro, di due colori: giallo e bianco, blu e verde ecc.... Nei vari secoli si susseguirono diverse tecniche per le vetrate legate a piombo che però, ancora ai giorni nostri,vengono realizzate col sistema del cartone disegnato con le indicazioni dei colori. I vetri utilizzati dall´800 sono quelli in lastra, colorati nell´impasto mediante pigmenti e ossidi metallici, lisci e lavorati, trasparenti e opachi, oppure vetri incolori incamiciati (questi ultimi già usati dai vetrai francesi, fiamminghi e tedeschi nei secoli XIII - XIV). Le più antiche vetrate ancora conservate sono quelle della cattedrale di Augusta, in Germania, del 1065 a.C. . Vanno ricordate poi quelle di poco posteriori delle cattedrali gotiche di Saint Denis, di Le Mans, di Bourges, di Chartres, di Canterbury in Inghilterra.
Agli inizi del ´300 lo stile gotico si afferma anche nell´Italia centrale (Siena, Assisi, Orvieto, Perugia, Firenze), dove maestri francesi e tedeschi realizzano vetrate progettate dai massimi pittori del momento: Duccio, Maso di Banco, Taddeo e Agnolo Gaddi ecc.... Ai rossi blu profondo del XII secolo, si aggiungono ora, grazie a nuove tecniche, il viola, il verde cupo e il marrone. L´arte della vetrata declina dopo il XVII - XVIII secolo per riprendere nel XIX, con il revival del gotico. Accanto al rinnovato interesse per l´antico, si cercano nuove vie: in Inghilterra ad esempio vetrate della cattedrale di Birmingham vennero disegnate da Edward Burne - Jones (1833 - 98) e realizzate da William Morris (1834 - 96). In America, Louis Comfort Tiffany produce vetrate su cartoni di Toulouse - Lautrec, di Pierre Bonnard e di altri che espone alla Grande Esposizione di Parigi.
Nel secolo XX massimo rappresentante di questa arte può essere considerato Marc Chagall (1887 - 1985) che progettò le vetrate della Frauenmünster di Zurigo e della Sinagoga di Gerusalemme. Paolo Venini nel 1957 propone un tipo rivoluzionario di vetrata senza legatura a piombo, trasferendo su lastre di grandi dimensioni i colori più significativi della sua produzione.
Negli ultimi anni sono state realizzate vetrate decorative, legate non più a piombo nelle quali i pezzi che compongono il disegno sono tenuti assieme dal cemento".

Grisaille
"Pittura decorativa eseguita su vetro, porcellana, ceramica ecc. con varie tonalità e sfumature di grigio (chiamata en grisaille) per imitare i bassorilievi. Grisaille è anche una pittura di colore brunastro, ottenuta con ossido di ferro, che veniva fusa sulla superficie per precisare i dettagli e definire il disegno delle vetrate."

Definizioni tratte dal "Dizionario del vetro", di Harold Newman, edizione Garzanti ,1993

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